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Chiacchiere

Cosa vogliamo davvero dalla NOSTRA VITA?

Ogni tanto mi chiedo se la solitudine non sia questa, stare soli, seduti in un bar davanti a un caffè, no, non è starbucks ne tanto meno uno di quei bar fighissimi che si trovano in America, dove ti incontri con i tuoi compagni di scuola nella pausa pranzo o dopo aver finito tutte le lezioni. Stiamo parlando di un semplicissimo bar che si trova in una delle vie principali della mia città, piccola confronto a tante che siamo abituati a sentire, o a tante in cui vivono la maggior parte delle persone che stanno leggendo questo post. E’ luminosa, il sole riscalda i visi delle persone che passeggiano o che stanno seduti sulle panchine, e rende l’acqua del mare ancora più meravigliosa di quel che è. Questo è ciò che mi circonda, oltre alle tante persone che camminano per strada, alcuni ti conoscono e altri no, alcuni erano tuoi amici e altri non lo sono mai stati. Ci sono volte in cui penso che sarebbe bello andare in posti lontani, andare in nuove città, anzi, una sola città potrebbe bastarmi. Una città in cui non ti conosce nessuno, in cui ci saresti solo tu e il tuo caffè, nient’altro. E allora fantastico su quanto sarebbe bello iniziare da capo, segnarsi una scaletta di tutto ciò che si vorrebbe fare, dal corso di teatro al corso di canto. E poi, finalmente, tra tutte quelle cose trovare quella che ti piace e ti rispecchia di più, e farla diventare il tuo futuro.

Alla fine hai solo 18 anni, pensi. Cosa vuoi che siano? Sei diventata maggiorenne da qualche mese e saresti pronta a ribaltare il mondo, sei piena di vita, di cose che vorresti fare, sei piena di progetti e di sogni, e pensi di essere libero, completamente libero da ogni catena. Ormai hai 18 anni e sei pienamente responsabile delle tue azioni, potresti prendere un aereo e partire, se solo volessi, così come potresti prenotarti una camera d’albergo senza nessuna complicazione. Ma perché allora non facciamo ciò che realmente vorremmo ? Perché non prendiamo l’aereo per farci un giorno fuori o perché non partiamo a scoprire il mondo? Perché non riusciamo a dire ai nostri genitori che prima di intraprendere la nostra ultima carriera scolastica, quella che poi ci porterà dritti al nostro futuro, vorremmo conoscere di più ciò che ci circonda? Lo troviamo difficile, insensato, ma se non fosse realmente così? E se ci servisse per capire quale vogliamo sia il nostro futuro? E’ una cosa estremamente importante, si tratta della nostra vita, si tratta di tutti gli anni a venire. Non è poi così insensato come stavamo pensando qualche secondo prima, perché se ci fermiamo un attimo a riflettere, capiremmo che non c’è niente di più importante che il nostro futuro.

Immaginate, per un attimo, di essere in ufficio a scrivere l’ennesimo appuntamento del vostro capo, o immaginate di essere in aula a spiegare Nietzsche a persone che nemmeno ti ascoltano. O immaginate di passare tra i tavoli di un ristorante a prendere le ordinazioni, o di svegliarvi tutti i giorni alla stessa ora, andare nello stesso posto, tornare a casa alla stessa ora di sempre, cenare e dormire. Immaginate una vita in cui non vedete l’ora che arrivino le ferie, una vita in cui non vedete l’ora di uscire un po’ dagli schemi perché stanchi della stessa giornata di sempre. E poi immaginatevi che vi arrivi un marmocchio, quella che sarà la vostra nuova ragione di vita, e così la vostra routine sarà stravolta e ne subentrerà un’altra, ma la vostra voglia che arrivino le ferie sarà la stessa, così come la voglia di evadere di nuovo dagli schemi, e allora sarete perennemente insoddisfatti, e gli unici momenti felici della giornata non vi basteranno più, perché una giornata è composta da 24 ore e non vi basterà più essere felici solo un’ora di queste. Ma ormai il gioco è stato fatto, la vostra vita è stata segnata, anzi, l’avete decisa e segnata voi, nessun altro.

Ecco cosa intendo quando dico che essere sicuri di cosa vorremmo per il nostro futuro sia estremamente importante, per la nostra sanità mentale, per la nostra felicità, per la nostra stessa voglia di vivere. Che non dovrà mai diminuire, che non dovrà mai appiattirsi. Altrimenti che senso avrebbe continuare una vita infelice se è, probabilmente, l’unica che abbiamo?

Sono una sognatrice, quello è vero, sono anche una persona molto solitaria, ed è vero anche questo, ma questo mio essere mi ha aiutata a capire tante cose, a vedere tante cose che probabilmente non avrei mai visto. Cose che non ti fa notare nessuno, perché non le nota nessuno. Semplice. O ancora più semplice è che, magari anche notandole, ci si convince che la nostra vita debba essere questo, un semplice ciclo, uguale a quello dei nostri genitori, amici, uguale alla maggior parte delle persone presenti su questa terra. Questo perché siamo abituati a vivere in schemi imposti, schemi che rivediamo e che ci ripetono continuamente i nostri genitori, amici , la televisione, le storie che leggiamo. Sono schemi che prendiamo per vero, per normale, qualcosa che tutti devono rispettare altrimenti si entra nella cerchia dei “non normali” dei “pazzi” dei “sognatori”.

Ed ecco cosa ci convince a rimanere dove siamo nati, o dove siamo cresciuti. Ecco cosa ci convince ad andare all’università subito dopo le superiori, senza nemmeno aver riflettuto su cosa vorremmo nel nostro futuro.. Pannolini? Carte da compilare? Bibite da portare ai tavoli? O tutt’altro?

Basterebbe fermarsi solo un attimo, e pensare, cosa vorremmo davvero?

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